Un Long weekend in vermont

Durante questa pandemia che ha colpito duramente tutto il mondo ho cercato di fare la brava e stare a casa, sopprimendo la mia voglia di viaggiare. Per fortuna, nonostante al sud degli Stati Uniti ci siano ancora casi in aumento, qui al nord siamo un po’ piu’ al sicuro e ci e’ permesso di spostarci, sempre seguendo le regole di ogni singolo stato e sopratutto il buon senso. Cosi’, finalmente, dopo 4 mesi in casa ho deciso, insieme a mio marito, di avventurarmi alla scoperta del Vermont.

Ho scelto il Vermont per due ragioni. La prima – non ci ero mai stata. A parte un weekend di qualche anno fa in cui siamo saliti a sciare, il Vermont per me era ancora terra sconosciuta, se non per foto bellissime trovate su Instagram. La seconda – i casi di COVID erano bassi e lo Stato ci permetteva di entrare poiche’ anche noi proveniamo da una contea con quasi zero casi.

Siamo partiti il giovedi pomeriggio dopo lavoro. Da Cape Cod ci abbiamo impiegato meno di 4 ore. Durante la pianificazione del viaggio ho ricercato dei paesini che potessero piacermi. Io adoro quei posti da telefim, con una piccola main street piena di negozietti, un gazebo al centro della piazza e tante case carine. Un po’ alla mamma per amica insomma.

Cosi’ questo e’ l’itinerario che abbiamo seguito. Prima tappa, dove abbiamo anche passato la notte, Barre. E’ famosa per il granito, infatti ci sono statue ovunque. C’e’ anche una cava, chiamata Rock of Ages che di solito si puo’ visitare, ma che ora e’ chiusa per COVID. Vi lascio il link cosi’ potete vedere di che si tratta. Mi sarebbe piaciuto tantissimo vedere quell’acqua dal colore azzurro intenso, ma sara’ per la prossima volta.

Abbiamo trascorso la notte in un piccolo motel che mi ricorda tanto quelli della Route 66. Si chiama Twin City Motel. Nulla di pretenzioso, ma rientrava nel nostro budget. Cerco sempre di viaggiare low cost e passo tanto tempo a cercare le migliori offerte tra le varie piattaforme di prenotazione. Alla fine, passandoci solo qualche ora per dormire, la cosa importante per noi e’ che il posto sia pulito! Se poi dovessi trovare qualche posto a tema o particolare che rientra nel budget, meglio ancora!

Il paesino e’ carino, ci sono diversi negozi da visitare sulla main Street e c’e’ una piazza (sempre di granito, ovvio), con un gazebo al centro. Ci sono diversi ristoranti e posti in cui dormire, un po’ per tutti i gusti! Avevo valutato anche questo posto che sembrava molto bello, sono dei mini appartamenti in una vecchia stazione dei pompieri, ma dato che saremmo arrivati la sera tardi e ripartiti la mattina presto, ho deciso di rimandare alla prossima volta.

Dopo aver fatto colazione e visitato Barre ci siamo diretti verso la Capitale del Vermont, Montpelier! E devo dire che mi e’ piaciuta tantissimo!! Parliamo sempre di paesini piccoli, a 15-20 minuti di distanza tra loro. Qui abbiamo trovato un centro adorabile, molto piu’ di Barre. Diversi ristoranti, boutiques, un bel negozio di libri.. una buona varieta’ per passarci un paio di ore. L’unica pecca e’ stata che mio marito aveva voglia di mangiarsi una pizza a pranzo e non siamo riusciti a trovare nessun posto, perche’ i ristoranti che offrivano la pizza aprivano tutti alle 4pm. Per fortuna siamo riusciti a trovare una pizzeria aperta un paesino piu’ in la’!

Waterbury e’ stata la tappa successiva. E’ un paesino piccolino con un paio di negozi e ristoranti e onestamente non ci siamo fermati se non per mangiare, ma e’ una tappa necessaria perche’ qui vicino si trovano un paio di cosine mooolto interessanti, tipo la fabbrica di Ben & Jerry’s, e un bellissimo Cider Mill dove si possono acquistare tantissimi prodotti fatti da loro tra i quali cider, sciroppo d’acero, formaggio, marmellate.. e anche dei bellissimi souvenir!!

Il tour della fabbrica di Ben & Jerry’s era chiuso, come tutto durante questa gita in verita’, ma almeno siamo riusciti a gustarci un bel gelato in preparazione della tappa successiva… una bella camminata nei boschi per raggiungere una stupenda cascata!!! Con il caldo afoso che c’era ci voleva proprio un bel bagno nell’acqua gelida! La cascata si trova poco a nord di Stowe, un paesino minuscolo ma carinissimo, famoso soprattutto per i resort e le piste sciistiche molto gettonate in inverno. Per raggiungere Moss Glen Falls ci abbiamo impiegato veramente poco, una camminata di 15 minuti dal parcheggio. Per gli amanti della natura c’e’ anche tutto un percoso da seguire dopo la cascata, ma noi ci siamo fermati li’ a goderci il fresco.

Siamo stati al parco circa un’ora e mezza e anche se avremmo voluto stare di piu’ ci siamo dovuti avviare verso Burlington, la citta’ penso piu’ famosa del Vermont, dove abbiamo trascorso la seconda notte. Abbiamo dormito al DoubleTree by Hilton a 5 minuti di macchina dal centro. Sorprendentemente e’ stato l’hotel piu’ economico che sia riuscita a trovare e avevamo addirittura una camera con bagno enormi, completamente ristrotturati. Noi non abbiamo usufruito del servizio, ma hanno anche una navetta gratuita che ti porta in centro. E consiglio assolutamente di utilizzarla poiche’ i parcheggi sono tutti a pagamento! (tranne ora, che per via del covid e probabilmente per stimolare il turismo, non lo sono).

Purtroppo siamo arrivati in ritardo per il tramoto, ma vi consiglio di ritagliarvi un po’ di tempo e andare sul fantastico lungo lago e vedere il sole tramontare. Hanno creato una serie di altalene in legno stile dondolo ed e’ super romantico sedersi li ad aspettare il cielo che si colora di rosa! Abbiamo fatto una breve passeggiata li e poi ci siamo avviati nella zona piu’ centrale.
Abbiamo cenato sulla famosa Church Street, dove i ristoranti hanno preso possesso della zona pedonale per espandersi e offrire outside dining. C’e di tutto, pizzerie, ristoranti asiatici, americani, gluten friendly e ci sono anche dei club. E’ carino perche’ rimangono aperti fino alle due di notte, al contrario di molti altri posti negli Stati Uniti che alle dieci e mezza chiudono. Burlington e’ una citta’ universitaria, quindi credo che mantenga questi orari sopratutto per rendere felice la popolazione giovane.

Ci siamo svegliati sabato mattina pronti per continuare ad esplorare Burlington e poi avviarci verso sud alla scoperta di altri paesini carini. Siamo tornati di nuovo al waterfront per fare una passeggiata e poi di nuovo a Church street per curiosare nei negozi che la sera prima erano chiusi. Come dicevo, Burlington e’ una citta’ universitaria. Ce ne sono ben 5! Purtroppo non avevo tempo per andare ad asplorare i campus (cosa che di solito faccio durante i miei viaggi) ma sono sicura che quando tornero’ la prossima volta (speriamo in autunno) andro’ sicuramente a visitarne un paio. Se foste interessati, ecco quali sono: Champlain College, University of Vermont, Community College of Vermont, Saint Michael’s College, Johnson State College.
Burlington e’ considerata una citta’ ma non immaginatevi nulla di grosso. E’ un posto carino per passare un paio di giorni e rilassarsi. A me e’ piaciuta davvero tanto!

Dopo pranzo si siamo rimessi in macchina, direzione Woodstock, il paese vicino a dove passeremo la notte. Appena usciti da Burlington consiglio di fermarsi a Shelburne, Qui ci sono due attrazioni principali (che purtroppo erano entrambe chiuse) La Vermont Teddy Bear Company, dove e’ possibile creare il proprio orsetto di pezza, e lo Shelburne Museum, Vi consiglio di dare un occhiata al sito internet perche’ ci sono tantissime cose da vedere, tra le quali una nave intera, un faro, un ponte coperto e diversi giardini pieni di tantissimi fiori diversi. Questo e’ sicuramente uno dei posti che dovro’ tornare e visitare!

Proseguendo sulla Ethan Allen Highway verso Vergennes, ci siamo imbattuti in un paio di posti carini. Per gli amanti della flanella e dei ponti coperti c’e questo negozio, proprio sul bordo della strada, che ha incluso un bellissimo ponte.

Vergennes e’ forse il paesino piu’ piccolo tra quelli che abbiamo visitato. Il centro ha tre negozi in croce, tra cui una buonissima gelateria e un gazebo in mezzo al parco centrale. Ma basta uscire un attimo per trovare delle piccole cascate sul fiume Otter Creek!I Insomma, ogni paesino ha il suo fascino. Questo fiume praticamente attraversa quasi tutto il Vermont e ho adorato il fatto che e’ lo stesso fiume che attraversa anche i posti che vedremo successivamente.

Da qui noi abbiamo deciso di tirare dritto fino a Quechee, il posto in cui abbiamo passato la terza e ultima notte. Onestamente non ho trovato nulla di interessante sulla strada mentre mettevo giu’ l’itinerario, per cui ne abbiamo approfittato per arrivare un paio di ore prima di cena e rilassarci un po’. A Quechee c’e’ ben poco da vedere, ma si trova di fianco a Woodstock che sara’ la nostra tappa finale della domenica.
Abbiamo passato la notte in questa Inn molto carina che si chiama The Quechee Inn at Marshland Farm. Mi e’ piaciuto subito lo stile antico e inoltre all’interno c’e un ristorante dove noi abbiamo scelto di cenare e ci siamo trovati molto bene. Li vicino c’e’ anche una vista meravigliosa del fiume Otter Creek ( ve l’ho detto che l’avremmo incontrato di nuovo) e il ristorante di Simon Pearce, eletto da Travel and Leisure uno degli spot piu’ romantici in America. Purtoppo era gia’ tutto sold out e non siamo riusciti ad andarci, quindi consiglio di prenotare con largo anticipo se volete pranzare o cenare li’.

Domenica abbiamo iniziato la giornata con una bella colazione servita in veranda, e dopo aver fatto il check out ci siamo diretti verso l’ultima tappa: Woodstock! Sulla strada abbiamo incrociato un altro paio di ponti coperti, e ovviamente ho adorato tantissimo! (Sapete che solamente in Vermont ci sono piu’ di 100 ponti coperti? Non oso immginare in tutto il New England! Quasi quasi dovrei fare una road trip per vederli tutti ahah!)

Woodstock e’ un piccolo gioiellino nel mezzo del nulla, Qualche boutique, ristorante e delle case carinissime. Credo sia bella in ogni stagione, ma io non vedo l’ora di tornare e vederla in autunno, tutta decorata con zucche e sfumature di giallo e arancio!

Per concludere il nostro tour del Vermont siamo andati a vedere uno dei posti piu instagrammati della regione. Sleepy Hollow Farm. Si sa, con Instragram bisogna stare attenti perche basta un po’ di photoshop per creare qualcosa di surreale, e la versione autunnale che circola non e’ proprio fedele all’orginale, ma devo dire che a noi e’ piaciuta tanto lo stesso e che anche qui, come per il paesino e tutto il Vemont in generale, non vediamo l’ora di tornare verso meta’ ottobre per riscoprire tutto di nuovo con colori diversi!

Il nostro viaggio nel Vermont si conclude qui, spero che questo articolo possa esservi d’aiuto nel programmare i vostri prossimi viaggi per il New England! Volevo anche lasciarvi un link con la lista di tutti i birrifci della zona, perche’ ce ne sono davvero tanti! Per cui se siete amanti delle breweries artigianali, date un’occhiata qui!

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